LA STORIA DELLE VILLE del VESUVIO
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Le "Ville
Vesuviane" sorsero maggiormente nel XVIII secolo, nei dintorni della Reggia
di Portici. I Borbone, grandi cacciatori, amavano trattenersi nella nuova residenza, le
nobili famiglie che formavano la corte vollero avere tutte la villa vicina a quella reale.
La campagna vesuviana fu così punteggiata di edifici sontuosi, la maggior parte di tali
edifici eran distribuiti sul territorio Ercolanese (all'epoca conosciuta come Resina).La città fu illuminata dai bagliori accecanti del tardo
"barocco" napoletano, e l'antica via regia delle Calabrie, per l'eccezionale
fioritura di ville fastosissime, assunse la denominazione di "Miglio d'Oro".
Armoniose nelle linee, classiche nell'eleganza, raffinate nell'esecuzione, riflettevano il
gusto di un'epoca dominata totalmente dall'idea del bello. Ogni particolare di tali ville
portava la firma di architetti e progettisti illustri, quali Gioffredo e Vanvitelli,
Vaccaro e Sanfelice, Fuga e Mediano. |
| La vita dell'aristocrazia del
tempo, si svolgeva in una serie interrotta di battute di caccia e di pesca, di balli e di
feste, di cerimonie pompose e fastose, di passeggiate su grandi carrozze dorate. Le pareti delle ville sono pieni di affreschi ancora in ottimo
stato. Qui di seguito vi sono delle foto che in minima parte descrivono la bellezza di
queste magnifiche residenze (villa "Campolieto",
villa "Ruggiero",
villa "Favorita"). Sul
perimetro di quest'ultima, che un tempo era la residenza regale destinata alla periferia
del re, vi è un epitaffio su cui si legge: "In questo luogo di pace -
affettuosamente ospitato dalla casa regnante allora in Italia - circondato dalla simpatia
di tutti - Nel luglio del 1879 trovò rifugio e per nove anni confortò i suoi familiari
Ismail il Magnifico vicerè di Egitto - figlio del condottiero Ibramm Pascià - nipote del
grande Mohamed Alì l'iniziatore della dinastia Egiziana. Con lui divise i primi anni
dell'esilio il principe Fvad votato ad altri destini e futuro re d'Egitto". |
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La Chiesetta sul Vesuvio
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La Chiesetta del S.S. Salvatore
risale al 1667, anno in cui a Napoli e provincia imperversava la peste: abitanti di Resina
(il vecchio nome della città di Ercolano) per sfuggire al terribile male, si ritirarono
sulle pendicidel Vesuvio. Qui l'aria salubre e l'isolamento li protessero dal contagio ed
in segno di devozione decisero di costruire l'attuale chiesetta del S.S. Salvatore.
La facciata si presenta semplice e l'interno è a navata unica con soffitto a volta e
quattro altari laterali con incastonate nel muro due formelle in pietra lavica. Al centro
si erge l'Altare Maggiore riccamente lavorato in stucco, al di sopra del quale è posta la
statua lignea del Salvatore, recentemente restaurata dal Comune di Ercolano. Ogni anno,
puntualmente, si celebrano due Messe solenni: il 6 Agosto per la festività del Salvatore
ed i 31 Dicembre per ricordare l'escursione notturna al Vesuvio di Papa Pio XI, nel 1899. |
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Osservatorio Vesuviano
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Appartiene alla storia del vulcano e della
vulcanologia, istituito nel 1845 per volere di Ferdinando II di Borbone.
L'Osservatorio è situato in contrada Osservatorio nel Comune di Ercolano sul Colle del
Salvatore a 608 metri di quota, dal quale si gode un'ottimo panorama. La sua sede è
un'edificio di gusto neoclassico progettato dall'architetto G. Fazzini. E' stata la prima
struttura al mondo utilizzata per l'osservazione e lo studio del vulcanismo, per la prima
volta si svolsero degli studi sismici e vulcanologici. Facilmente raggiungibile seguendo
la provinciale che sale al cratere e deviando sulla destra all'altezza dell'hotel Eremo.
Nel 1863 fu installato il primo sismografo del mondo. Nel 1911 Giuseppe Percalli, nominato
direttore, diede grande impulso agli studi sui terremoti, la sua scala di misurazione è
ancora oggi in uso. Oltre Percalli l'Osservatorio ha avuto come direttori personaggi di
spicco come Calmieri e Melloni. |
| Oggi è sede di un piccolo Museo
ove sono raccolti strumenti scientifici storici e recenti per lo studio dei vulcani e le
mappe vulcanologiche dei vulcani italiani. |
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* dati del nov. 2008 |
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